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Interscambio commerciale Italia-Germania: ritorno alla crescita dopo due anni di cali

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157,8 miliardi di euro nel 2025, volano automotive e agroalimentare italiani. Secondo i dati Istat elaborati da AHK Italien, nel 2025 gli scambi bilaterali italo-tedeschi si sono mantenuti su livelli elevati tornando alla crescita dopo anni di calo (+1,2%). La Germania resta primo partner dell’Italia, Lombardia motore dell’export.

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Milano, 25 marzo 2026 - Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Germania ha raggiunto i 157,8 miliardi di euro, tornando a crescere dopo due anni di calo: +1,2% sull’anno precedente e terzo valore più alto mai registrato. Lo rivela un’elaborazione della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) su dati Istat.

 

Dopo la contrazione osservata nel 2024 e nel 2023, il 2025 segna un’inversione di tendenza per l’export italiano, che torna ad aumentare attestandosi a 72,2 miliardi di euro. Rispetto al 2024, anno caratterizzato da una dinamica negativa soprattutto sul fronte delle esportazioni italiane (156 miliardi di euro totali con 71 miliardi di export e 85 di import), i dati del 2025 mettono in evidenza un progressivo recupero e una fase di stabilizzazione dei flussi commerciali.

 

Le importazioni ammontano a 85,6 miliardi, determinando un saldo commerciale a favore di Berlino pari a 13,4 miliardi di euro. La Germania si conferma così il primo partner commerciale dell’Italia. Roma mantiene il sesto posto tra gli interlocutori economici della Germania, a conferma della solidità e della profondità dell’integrazione economica tra i due sistemi produttivi.

 

Dal punto di vista settoriale, gli scambi bilaterali continuano a essere trainati dalla manifattura. Crescono in particolare:

  • automotive +7,3% (25,1 miliardi complessivi di cui 9,2 export e 15,9 import)
  • macchinari +1,5% (20,8 miliardi complessivi di cui 9,7 export e 11,1 import)
  • settore elettrotecnico-elettronico +2,3% (18 miliardi complessivi di cui 6,6 export e 11,4 import)
  • agroalimentare +8,6% (20,3 miliardi complessivi di cui 11,2 export e 9,1 import)

In contrazione risultano invece i flussi legati alla chimica di base (-2,1%) e alla siderurgia (-0,5%).

 

Sul piano territoriale le prime quattro regioni italiane per valori di interscambio registrano tutte variazioni positive. La Lombardia continua a rappresentare l’hub più rilevante dell’interscambio, con circa un terzo dei flussi complessivi pari a 52,5 miliardi (+1%) di cui 19,5 export e 33 import.

Seguono il Veneto, in crescita del 2,6% per un totale di 23,9 miliardi, l’Emilia-Romagna (+6,5%) con 19,8 miliardi complessivi, il Piemonte (+1,4) con 14,3 miliardi e il Lazio (+7,1%) con 9 miliardi.

 

«La crescita dell'interscambio Italia-Germania riflette una convergenza di fattori positivi avuti nel 2025: una ripresa industriale nei due paesi, segnali incoraggianti in settori a lungo in difficoltà come l'automotive (+7,3%), l’accordo sui dazi, che se non altro ha portato stabilità su un tema visto come rischioso, e una crescita consolidata dell'agroalimentare, che sale per il terzo anno consecutivo (+8,6%). Anche l'anticipo delle commesse in ottica precauzionale rispetto ai dazi potrebbe aver contribuito. Su questo contesto peserà però il conflitto in Iran e il conseguente aumento dei costi energetici in Europa. Per questo, servono politiche industriali coordinate, costruendo sul vertice binazionale di gennaio 2026, ed europee» commenta Jörg Buck, Consigliere delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien).

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