Il Business Outlook Primavera 2026 della Camera di Commercio Italo-Germanica mostra un cambio di umore tra le imprese: situazione attuale ancora positiva, ma crescono i timori su energia, materie prime e catene di approvvigionamento per i prossimi mesi, mentre le tensioni geopolitiche pesano già sui bilanci.
Milano, 30 aprile 2026 - Le imprese italo-tedesche mantengono una valutazione positiva della propria situazione aziendale, ma guardano al futuro con significativa preoccupazione.
È quanto emerge dal consueto Business Outlook di Primavera 2026 della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien), realizzato su un campione di 65 aziende associate distribuite tra industria (43%), servizi (40%) e commercio (17%).
Il 91% delle imprese giudica la propria situazione attuale come buona o soddisfacente, mentre solo il 9% la considera negativa. Tuttavia, le aspettative per i prossimi dodici mesi segnano un’inversione di tendenza: la quota di chi prevede un peggioramento sale infatti al 25%, in aumento di 17 punti percentuali rispetto alle rilevazioni di autunno 2025.
Ancora più marcato il pessimismo sul quadro macroeconomico, con il 59% delle imprese che si attende un peggioramento della congiuntura italiana nei prossimi mesi, segnalando un clima di crescente incertezza.
A incidere è naturalmente anche l’escalation in Medio Oriente, i cui effetti sono già tangibili: solo il 18,7% delle imprese dichiara di non risentirne, mentre l’aumento dei costi di materie prime e semilavorati (62,5%) così come le interruzioni nelle catene di approvvigionamento (35,9%) risultano gli impatti più diffusi.
Guardando ai principali rischi per i prossimi dodici mesi, le imprese indicano:
· Calo della domanda (64,6%)
· Prezzi dell'energia (61,5%, +34,5 pp rispetto all'autunno 2025)
· Alterazioni nelle catene di fornitura (40%, +25,1 pp)
· Scelte politico-economiche (40%, -8,7 pp)
· Prezzo delle materie prime (38,4%, +24,9 pp)
In parallelo, calano sensibilmente alcune criticità emerse nelle rilevazioni precedenti, come la mancanza di personale qualificato (-14,6 pp) e le barriere al commercio (-5,3 pp).
“Questi dati sono il riflesso del generale quadro di incertezza entro cui si muovono le imprese” - afferma Jörg Buck, Consigliere Delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica - “Le tensioni geopolitiche spiegano la nuova centralità dei rischi legati alle catene di fornitura, ai prezzi dell’energia e delle materie prime, che insieme formano il tema critico del 2026. La durata della crisi sarà determinante: una soluzione in tempi brevi rasserenerebbe la situazione, che era in netto miglioramento come testimonia la risalita della produzione industriale e degli scambi commerciali di Italia e Germania dopo due anni di calo”.